L’8 giugno si celebra la Giornata Mondiale degli Oceani, per ricordare a tutto il mondo quanto sia straordinaria e allo stesso tempo estremamente delicata la porzione blu del nostro pianeta.

 

Una discussione aperta per la prima volta nel 1992 durante l’Earth Summit a Rio de Janeiro, dove una prima pietra, inerente a questa giornata, è stata posata dal Governo canadese e dalla volontà di onorare e celebrare la vita di mari ed oceani, attraverso un giorno ad essi dedicato.

Lo sviluppo e la promozione della giornata è stata seguita fin dalla sua nascita da The Ocean Project che dedica il suo lavoro quotidiano al supporto di tutte le organizzazioni partner al livello mondiale, grazie all’unione di membri anziani e team di giovani preparati e sensibili alle tematiche inerenti.

Ed è soprattutto grazie al loro operato e alle diverse petizioni istituite che, nel mese di dicembre 2008, il World Ocean Day è stato riconosciuto come ufficiale dall’Assemblea delle Nazioni Unite.

 

In occasione della Giornata, nel nostro paese, è il WWF ad avere una voce forte e purtroppo negativa sulla porzione blu del mondo.

L’organizzazione sottolinea la gravità degli effetti prodotti dalla mano umana nel cambiamento dell’ecosistema degli oceani e dei mari.

Tra le cause più gravi figurano sicuramente l’incremento dei gas serra e l’eccessiva quantità di plastica che produciamo ogni giorno (nonché la tematica –inquinamento della plastica– del 2018).
Un quadro piuttosto delicato che continua a peggiorare e dunque a far precipitare la condizione in cui mari e oceani si trovano attualmente; tra i rischi più elevati: l’acidificazione degli oceani causata dall’assorbimento della CO2, la perdita delle barriere coralline e la graduale distruzione degli ecosistemi marini, dunque un sostanziale stravolgimento delle catene alimentari.

Infine per quanto riguarda quest’ultima mutazione, non sarà solo la vita marina a risentirne ma anche quella terrestre, che, quindi, entrerà in un circolo vizioso dominato da una pesca insostenibile ed eccessivamente industriale.